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Spesso le imprese mature, una volta conquistata una posizione di mercato profittevole, si focalizzano sul loro core business poiché, a seguito del riscontro premiante dei loro clienti, concentrano tutte le proprie risorse su quello che le fanno guadagnare maggiormente. Questo approccio, che nell’immediato sembrerebbe corretto, si rivela miope nel medio / lungo termine perché nessuna impresa può tralasciare l’attività di ricerca e sviluppo. Le imprese operano in un sistema economico internazionale aperto e dinamico; infatti anche le imprese che lavorano a livello solo locale quasi sempre hanno un fornitore estero od un concorrente diretto o indiretto straniero. Da ciò ne deriva va anche le PMI locali non possono permettersi di rimanere ancorati al fatturato locale del presente ma devono affrontare a viso aperto le sfide e le opportunità che si presentano loro. Grazie ai contratti di rete le imprese possono fare massa critica e collaborare tra loro operando sinergicamente nell’affrontare le opportunità di mercato (formando una rete di impresa).

Dunque occorre che le imprese bilancino le risorse da dedicare alla gestione ordinaria (fatturato di breve periodo) con quello da dedicare alle ricerca e sviluppo (fatturato futuro).

Un approccio valido per svolgere l’attività di ricerca e sviluppo è quello di pianificare i prodotti / servizi innovativi in grado di garantire un flusso di clienti in entrata costante. Occorre calibrare il nuovo prodotto / servizio sul tipo di clientela che si vuole. Va capito il cliente, poi va trovata un’innovazione capace di soddisfarlo. Henry Ford , industriale statunitense e fondatore della casa automobilistica omonima, ha detto: “Se avessi ascoltato i miei clienti, avrei dato loro un cavallo più veloce”. Per fare innovazione non è sufficiente ascoltare il cliente, occorre entrare in sintonia con i suoi bisogni, per arrivare a progettare e realizzare nuovi prodotti / servizi. Quando un’impresa riesce a cavalcare l’onda dell’innovazione spazza via la concorrenza. Non hanno avuto vita semplice le imprese che producevano carrozze con la diffusione dell’automobile.

Un altro metodo, complementare e non sostitutivo al precedente, per trovare spunti utili a sollecitare l’innovazione è il Benchmarking. Con l’attività di benchmarking le imprese vanno a comparare il proprio modello di business con quello di altre imprese.

Si può rivelare molto utile fare benchmarking con imprese di altri settori di mercato per due motivi:

  1. i competitor, consapevoli del vantaggio competitivo che andrebbero a perdere, difficilmente rilasciano informazioni sulle soluzioni adottate;
  2. osservando quello che fanno imprese in altri contesti si può giungere a trovare soluzioni efficaci da implementare nel proprio ambito.

Finora il benchmarking è stata attività comune solo nelle grandi aziende. Oggi, grazie al facile accesso alle banche dati e ad informazioni di varia natura, anche le PMI possono fare benchmarking (si vedano Istat e GFK ad esempio). Il benchmarking è tra le priorita dell’Unione Europea e verrà sempre più promosso nei futuri bandi comunitari poiché è considerato strategico per aumentare la competitività economica, sociale e ambientale dell’Europa.

Nel perseguire la strada dell’innovazione, e non perdere l’orientamento in attività superflue, occorre misurare l’innovazione attraverso un ciclo di feedback. Tale ciclo ha inizio con la formazione di ipotesi e la progettazione di nuove soluzioni, prosegue con i test e la realizzazione dei prodotti / servizi, si conclude con l’apprendimento dei dati relativi alla risposta del mercato. Occorre apprendere ciò che il mercato desidera e convalida. L’obiettivo deve essere quello della ideale eccellenza, dunque dall’analisi dei dati si individuano le caratteristiche del prodotto / servizio da migliorare e si procederà ad avviare un nuovo ciclo di feedback.

Per le imprese in fase di startup avere un ciclo di feedback fluido è importantissimo perché è necessario al fine di confermare i piani contemplati nel business plan. Una volta raccolti e classificati i dati, si entra nel vivo della politica aziendale e si dovranno prendere decisioni importanti in merito alla progettazione e conduzione dell’approccio all’innovazione.

Nelle imprese appena nate si parla di Runway delle startup (R) che misura i mesi di vita ancora a disposizione delle startup per definire un prodotto / servizio profittevole.

La R è definita dalla seguente formula: Capitale a disposizione / $ spesi al mese = mesi di vita

La R misura anche il numero di svolte o perfezionamenti che la startup può ancora fare – oppure che l’impresa matura può ancora permettersi avendo destinato una certa somma per l’attività di ricerca e sviluppo – prima che il prodotto / servizio diventi profittevole. Dunque occorre spendere pochi soldi e solo per cose utili. In altri termini occorre che l’impresa abbia un ciclo di feedback fluido che, in tempi brevi ed al minor costo, sia in grado di garantire un apprendimento convalidato dal mercato.

Secondo uno studio di Standard & Poor’s sulle prospettive del made in Italy del 05/10/2015 il divario tra le aziende sane e quelle in difficoltà si è drasticamente ampliato negli ultimi anni. Ora che si inizia a percepire la fine della recessione si può osservare un sistema economico a due velocità: si delinea un gruppo di imprese che riesce a trarre giovamento dalla “mini” ripresa in corso ed un gruppo di imprese che ne rimane tagliato fuori. Infatti i benefici dell’inversione dei trend economici verso parametri favorevoli alla crescita non arriveranno a tutte le imprese: solo quelle innovative, con minore esposizione debitoria, con vocazione all’export e maggiore produttività ne beneficeranno in pieno.

Alla luce della ingente pressione fiscale diventa doveroso – non solo opportuno – riuscire ad approfittare di alcuni strumenti utili per la copertura finanziaria degli investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo messi a disposizione qui in Italia come i Voucher per Export manager, il canale Brevetti + e Brevetti +2, l’ormai collaudata legge Sabatini, i Voucher IT ed il Super-Ammortamento (queste ultime due, allo studio del Governo, sono in procinto di essere rese esecutive).